Giada delle onde.

 

Scendemmo su questo pianeta

per affrontare il vento,

e anche se spazzati dalle circostanze

non ci abbattemmo.

 

Il vento soffiava

macinando i ricordi dell’oblio,

ma fu sconfitto

da noi corsari della luce,

nel Pacifico.

 

La linea d’ombra

sotto la cui veste

pareva ergersi il mio mondo,

incontrò le vestigia di Giada,

antica principessa delle onde,

e rimase folgorata.

 

E lei, aprendo

le sue dolci mani al fluire muto

dell’acqua iridescente,

mi donò l’alito della sua grazia

e fu così che attraversai

i temporali e le tempeste del nord,

sfociando in un laconico azzurro

del basso Portogallo.

 

Le mani allora si riunirono

al loro gesto d’amore nel silenzio,

avvolgendomi di inaspettata beatitudine.

 

Oh re dei mari,

riempi la caraffa di purezza

e versala nella mia immutata anima

accogliente.

 

Null’altro chiede la mia vita,

che rimettermi alle vele quando il vento soffia,

scottarmi al sole della Polinesia,

mentre il pensiero è calmo

e la pace dell’infinito

inonda di calda luce, i miei occhi.

 

barche a vela al porto

barche a vela al porto

Le funi.

Raramente, e per dovere, gli alpinisti lasciano andare le corde,

lunghe funi che serpeggiano, tra le fredde rocce lucenti,

a rassicurar il loro dolce cammino sotto la cima.

 

Quando le hanno lanciate nel vuoto, questi lunghi ingombri,

sinuosi e duri, si librano nell’aria, come ballerine danzanti,

leggere, nel buio di un teatro.

 

Son davvero libere, a proprio agio, queste secche funi!

Roteano, con spasmi continui, ma di rara bellezza.

Sfuggono talvolta alle mani dell’inesperto, ridendo,

che le guarda poi con occhi stupiti.

 

E la montagna, saggia osserva le creature che l’attraversano,

senza nulla invidiare a nessuno: eterna e immobile,

fra grida e silenzi, osserva l’umanità intera da millenni.

 

arrampicata

scalatore su parete

Liberaci dal male. Demoni a New York.

Liberaci dal male è il nuovo film di Scott Derrickson e narra di un caso di possessione demoniaca di più individui veramente avvenuto. Il film prende spunto dal libro del poliziotto e demonologo Ralph Sarchie, che durante la sua carriera si è imbattuto in questo caso.

Tre soldati reduci dall’Iraq si portano dentro questo demone, entrato nel corpo del primo che ha visto un’antica iscrizione all’interno di un cunicolo sotterraneo.

L’antefatto ci porta sulle strade di New York, dove questo poliziotto (Eric Bana)  ha a che fare con i primi segni dell’apparizione del demone. Il cadavere di un bambino, una casa infestata, una donna che ha gettato il figlio nel vuoto in uno zoo. Nel quale appaiono i primi reali segni del demone.

liberaci dal male - ralph sarchie - padre mendoza

 

 

 

 

 

 

L’aiuto per il protagonista verrà da Padre Mendoza (Edgar Ramirez), religioso di lingua spagnola con un burrascoso passato, che lo convincerà della realtà delle manifestazioni demoniache.

Il film mi è piaciuto perché non è il classico film sui demoni e gli esorcismi un po’ pacchiano. E’ ricco di azione e ben curato nei particolari. Le ambientazioni newyorchesi, notturne e tetre, sono di sicuro effetto. Il viaggio del protagonista è sì un viaggio spirituale, senza il quale non può sconfiggere il male supremo, ma anche un viaggio dentro sé stesso e il suo passato. Le interpretazioni dei protagonisti sono convincenti e solide.

Liberaci dal male locandina